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venerdì 16 ottobre 2026 Accedi
Acerra › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Acerra

Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.

Stemma di Acerra
Lo stemma della città

Acerra-Stemma.svg, Wikimedia Commons, CC0 (Ruthven, Gb89.2)

Akeru

Acerra è tra le città più antiche della Campania: la zona era abitata già nella preistoria, come mostra il sito di Masseria Sanguigno. Fondata probabilmente dagli Ausoni, fu chiamata Akeru dagli Osci e Acerrae dai Latini. Nel 332 a.C. fu la prima a ricevere da Roma la cittadinanza senza diritto di voto. Annibale e Virgilio. Rimasta fedele a Roma nella seconda guerra punica, nel 216 a.C. fu assediata e in parte distrutta da Annibale; fu ricostruita nel 211 a.C. Durante la guerra sociale resistette a un nuovo assedio, e nel 22 a.C. Augusto ne fece una colonia per i veterani. Virgilio, nelle Georgiche, la chiamò «vacuis Acerris», la deserta Acerra, per le paludi del Clanio. Sotto le antiche scuderie del castello sono emersi i resti di un teatro del II secolo a.C. Il castello dei conti. I Longobardi vi costruirono un castello nell'826, poi distrutto dal duca di Napoli Bono; intorno all'881 la città fu saccheggiata dai Saraceni. Con i Normanni divenne contea e, nell'XI secolo, sede vescovile. Si succedettero i d'Aquino, gli Origlia, i Del Balzo. Nel 1421 il castello resistette all'assedio aragonese; finita la Congiura dei baroni, lo prese Ferrante I. Nel 1925 il Comune lo acquistò dagli ultimi proprietari, gli Spinelli, e ne ha fatto la propria sede e quella di diversi musei. Le acque del Clanio. Le piene del Clanio rendevano la zona malsana e per alcuni mesi l'anno la gente si spostava sulle colline vicine. Dal Settecento le bonifiche e i canali di scolo hanno trasformato la piana in una delle più fertili della Campania, e la popolazione è cresciuta. I Borbone costruirono un casino di caccia a Calabricito. Fino al 1927 Acerra fece parte della provincia di Terra di Lavoro. Il Novecento. Per la strage compiuta dai nazisti durante la seconda guerra mondiale la città ha ricevuto la medaglia d'oro al merito civile. Oggi la città vive soprattutto di servizi ed edilizia; nel territorio ricadono due zone industriali e parte dello stabilimento Alfa Romeo, e nel 2009 vi è stato inaugurato uno dei più grandi inceneritori d'Europa. L'inquinamento dei terreni e dei canali, al centro della cosiddetta Terra dei fuochi, ha ridimensionato un'agricoltura che era stata un'eccellenza.

Storie e curiosità

Giuseppe Casoria, il cardinale che servì sei papi

Giuseppe Casoria nacque ad Acerra il 1º ottobre 1908 e studiò nel seminario della sua città prima di essere ordinato sacerdote nel 1930. Laureato in teologia, filosofia, diritto e scienze politiche, in Vaticano salì tutti i gradi della gerarchia senza saltarne uno, al servizio di sei papi, da Pio XI a Giovanni Paolo II.

Nel 1983 fu creato cardinale e guidò la congregazione per i sacramenti. Morì a Roma nel 2001; una delle strade che si aprono su piazza Duomo porta il suo nome.

Ralph Marterie, il trombettista di Acerra che suonò il primo rock and roll

Raffaele Martire nacque ad Acerra il 24 dicembre 1914 ed emigrò ancora ragazzo con la famiglia a Chicago, dove il padre suonava nell'orchestra dell'Opera. Diventato Ralph Marterie, fu trombettista alla radio NBC e poi direttore d'orchestra.

Negli anni Cinquanta ottenne due dischi d'oro, con «Caravan» e «Pretend», e nel 1953 incise una versione di «Crazy Man, Crazy» di Bill Haley, considerata in genere la prima canzone rock and roll. Morì nel 1978.

Pulcinella, che secondo la tradizione nacque ad Acerra

Secondo una tradizione riportata da un testo del Cinquecento e da un dipinto attribuito a Ludovico Carracci, la maschera di Pulcinella sarebbe nata ad Acerra, prima di essere adottata da Napoli.

La città ne ha fatto un vanto: nel castello dei Conti c'è uno dei musei più ricchi dedicati alla maschera, con una biblioteca su Pulcinella, il folklore e la civiltà contadina, e spettacoli improvvisati che coinvolgono i visitatori.

La morte di «Vecienzo Carnevale», ucciso da una polpetta

In qualche cortile del centro storico, il martedì grasso, si celebra ancora il funerale di Carnevale. Un fantoccio di stracci e paglia, «Vecienzo Carnevale», viene sistemato su un letto funebre: secondo la tradizione è morto per aver ingoiato una polpetta troppo in fretta.

Nel primo pomeriggio le donne si raccolgono intorno al «defunto» e intonano antiche lamentazioni, dai versi ironici e strampalati, come si faceva per i morti veri.

Il fagiolo «dente di morto», le mammarelle e il pane di Acerra

La piana bonificata ha dato ad Acerra prodotti che erano vere eccellenze: il fagiolo cannellino detto «dente di morto», oggi al centro di un progetto di valorizzazione, e le «mammarelle», carciofi tenerissimi che crescono nel tufo.

Il pane di Acerra è conosciuto in tutta l'area napoletana, tanto che si è proposto di dare alla città il titolo di «Città del Pane». Acerra è anche zona della mozzarella di bufala campana e di un antico vino rosso, il «piccirillo».

Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.

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Voce «Acerra» di Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.