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mercoledì 16 settembre 2026 Accedi
Afragola › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Afragola

Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.

Stemma di Afragola
Lo stemma della città

Prima del Vesuvio

Fra il Neolitico finale e l'antica età del bronzo qui c'era un villaggio, uno dei meglio conservati d'Europa per quel periodo: lo ha spazzato via l'eruzione vesuviana delle Pomici di Avellino, che ha coperto tutto di cenere e ha sollevato il suolo di oltre un metro, sigillando le capanne. Dal IV secolo prima di Cristo il territorio si ripopola con genti sannite: di quell'epoca restano tombe del III secolo, una delle quali, restaurata, si può vedere nella sala LXVII del Museo archeologico nazionale di Napoli. I villaggi che diventano un paese. Dopo la caduta dell'impero e l'impaludamento del Clanio, le fonti tacciono fino al X secolo. Poi la pianura si ripopola, e dove oggi c'è Afragola ci sono più pagi, piccoli villaggi di contadini: Arcopinto verso Frattamaggiore, Arcora a sud-est, Salice a sud, Cantarello, San Salvatore delle Monache verso il Clanio. Fra il XII e il XIII secolo si saldano intorno a tre chiese, Santa Maria d'Ajello, San Giorgio e San Marco: dalla loro unione, nel Duecento, nasce Afragola. Arcora resta fuori, troppo lontana, e nella seconda metà del secolo risulta perfino spopolata. La fondazione che non c'è stata. Una tradizione tenace vuole che la città sia stata fondata nel 1140 da Ruggero II il Normanno, che avrebbe distribuito terre incolte ai suoi veterani; l'episodio è perfino affrescato nella sede municipale, dipinto da Augusto Moriani nel 1886. Lo storico Bartolommeo Capasso ha dimostrato già nell'Ottocento che non è mai avvenuto. Vale la pena saperlo: la città vera è nata dal lavoro di cinque villaggi, non dal gesto di un re. Comprarsi la libertà. Nel 1576 la comunità acquista i diritti feudali del proprio territorio, l'ultimo barone essendo stato Paolo Capece Bozzuto. Nel 1639 il viceré duca di Medina decide di vendere i casali per finanziare la guerra dei Trent'anni, e gli afragolesi versano di tasca propria i ducati necessari a restare nel demanio regio. Nel 1799 in piazza Municipio si alza l'albero della libertà; la prima amministrazione comunale è del 1809, primo sindaco Cesare Castaldo. Città, e poi la guerra. Il 5 ottobre 1935 il re conferisce ad Afragola il titolo di città, ricordato da una targa nell'atrio del Palazzo Civico. Dopo l'8 settembre 1943 i tedeschi occupano il paese e allestiscono un campo di prigionia nel Casone Spena; il 2 ottobre compiono due stragi in cui vengono uccise undici persone. Per loro Adolfo Omodeo dettò l'anno seguente i versi dell'epigrafe commemorativa. Lo stemma della città, riconosciuto nel 1945, porta una mano che stringe quattro fragole rosse: il nome del paese, raccontato per immagine.

Storie e curiosità

Toni Servillo è nato qui

L'attore de «Le conseguenze dell'amore», «Il divo» e «La grande bellezza» è nato ad Afragola nel 1959. Ha fondato Teatri Uniti con Mario Martone e Angelo Curti, e in teatro ha portato Molière, Goldoni ed Eduardo — di cui è oggi uno dei pochi interpreti riconosciuti fuori dall'Italia.

La sua voce si sente in trentaquattro lingue di Wikipedia: è l'afragolese più conosciuto nel mondo.

L'uomo che ha scritto la prima ricetta dei maccheroni al pomodoro

Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, nacque ad Afragola nel 1787. Nella sua «Cucina teorico-pratica» del 1837 aggiunse un'appendice in dialetto napoletano, e lì compare la ricetta scritta dei vermicelli col pomodoro: una delle prime testimonianze in assoluto del piatto che sarebbe diventato l'immagine dell'Italia a tavola.

La cucina napoletana come la conosciamo passa da quelle pagine.

L'incendio del campanile

Il giorno dell'Assunta, dal 1995, il campanile della basilica di Sant'Antonio veniva avvolto da uno spettacolo pirotecnico: si chiamava «l'incendio del campanile» e riprendeva un'usanza antica, ripristinata per gli ottocento anni dalla nascita del santo. Dopo il restauro del campanile la manifestazione è stata sospesa, e al suo posto si tengono spettacoli canori e fontane danzanti.

La ritirata di Sant'Antonio, che passa per Casoria

La festa del 13 giugno è la più grande della città, ma non finisce in un giorno: dal 14 al 20 la statua gira in processione per tutto il territorio e arriva anche in alcuni quartieri di Casoria. Il 20 giugno la processione di chiusura parte proprio da Casoria — si chiama «la ritirata» — e i fedeli accompagnano il santo per l'ultimo chilometro fino al rientro in santuario, a notte inoltrata.

Nell'Ottocento, nei giorni prima della festa, dei carretti passavano casa per casa a raccogliere offerte in natura, che poi si vendevano all'asta; arrivavano anche dai paesi vicini. La raccolta continua ancora, ma in denaro.

Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.

Com’era

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Da vedere

Storia redatta per Napolinord sulla base di fatti storici accertati. Fonte principale di riferimento: voce «Afragola» su Wikipedia in italiano (https://it.wikipedia.org/wiki/Afragola) e bibliografia ivi citata.