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domenica 1 novembre 2026 Accedi
Bacoli › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Bacoli

Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.

Stemma di Bacoli
Lo stemma della città

Bacoli-Stemma.svg, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 (Ruthven)

Bauli e la terra vuota

I Romani chiamavano Bauli il centro su cui sorge l'attuale Bacoli, luogo di villeggiatura rinomato quasi quanto la vicina Baia. Dell'abitato antico restano le Cento Camerelle, un impianto idrico con due cisterne sovrapposte costruite in epoche diverse, e il cosiddetto Sepolcro di Agrippina. Il nome di oggi, però, verrebbe piuttosto dal latino vacua, «vuota», per la scarsa fertilità del suolo: fino al Settecento le carte dei vescovi scrivevano Bacula. I bagni di Baia. Baiae deriva con ogni probabilità da balineae, i bagni pubblici: dalla fine dell'età repubblicana fu tra le villeggiature più alla moda dell'aristocrazia romana, grazie alle acque termali calde. Il bradisismo ha trascinato sott'acqua parte delle ville, compreso il ninfeo dell'imperatore Claudio, e oggi il parco sommerso di Baia viene chiamato «la Pompei sommersa». Fuori dall'acqua restano i grandi edifici a cupola noti come templi di Diana, di Mercurio e di Venere. La flotta di Miseno. Intorno al 27 a.C. Augusto stabilì a Miseno la Classis Misenensis, la prima flotta dell'Impero per importanza, incaricata di sorvegliare il Tirreno; Miliscola conserva nel nome la militum schola dei marinai. Per dare acqua potabile alla base fu costruita, in età augustea, la Piscina Mirabilis. Miseno compare anche nella lettera in cui Plinio il Giovane racconta a Tacito la morte dello zio, Plinio il Vecchio, durante l'eruzione del Vesuvio del 79. Il castello. Caduto l'Impero, il territorio decadde, consumato dal bradisismo e dall'erosione. Nel 1495 gli Aragonesi avviarono a Baia, su un promontorio a picco sul mare, il castello, rifatto a fondo tra il 1535 e il 1550 sotto il viceré Pedro de Toledo. Oggi ospita il Museo archeologico dei Campi Flegrei, con le statue recuperate dal ninfeo sommerso. Tra Cinque e Seicento la zona tornò a essere una meta amata dai viaggiatori europei. Il comune. Bacoli è stata per secoli un borgo di Pozzuoli: è diventata comune autonomo nel 1919. Oltre al capoluogo comprende Baia, Fusaro, Miseno con Miliscola e una parte dell'antica Cuma. Sull'isoletta del lago Fusaro, che gli antichi identificavano con la palude infernale dell'Acheronte, sorge la Casina Vanvitelliana, casino di caccia borbonico. L'economia guarda ancora al mare: allevamento di cozze, cantieri navali, vino e ortaggi.

Storie e curiosità

Vincenzo Salemme, da Bacoli alla compagnia di Eduardo

Vincenzo Salemme è nato a Bacoli il 24 luglio 1957. Dopo il liceo a Napoli e qualche esame di Lettere, nel 1977 entrò nella compagnia di Eduardo De Filippo, con cui lavorò fino alla morte del maestro, nel 1984, proseguendo poi con Luca De Filippo fino al 1992.

Messosi in proprio, fondò la compagnia «Chi è di scena»: dalla commedia «L'amico del cuore» nacque uno dei suoi film più noti, girato anche sulla costa della sua città.

Mimmo Borrelli, il drammaturgo che scrive in flegreo

Mimmo Borrelli è nato a Torregaveta, frazione di Bacoli, il 7 maggio 1979. Drammaturgo, attore e regista, scrive in una lingua tutta sua, costruita sui dialetti parlati tra Cappella, Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli.

Con il primo testo, «'Nzularchia», ha vinto il Premio Riccione nel 2005; due anni dopo «'A Sciaveca» gli è valso il Premio Tondelli. Nel 2012 la sua opera-oratorio «Napucalisse», con musiche di Giorgio Battistelli, ha aperto la stagione del San Carlo.

Le cozze del golfo e i vini di Bacoli

Come altre località del golfo di Pozzuoli, Bacoli è conosciuta per l'allevamento dei mitili: a Baia ha sede il più grande impianto della Campania per la depurazione dei molluschi.

Ma la terra vulcanica non è da meno: il paese produce vino e ortaggi, e lungo la costa lavorano diversi cantieri navali.

La cantilena di Bacoli, che i vicini prendono in giro

Il dialetto bacolese si riconosce subito per l'intonazione «cantilenante», unica in tutta l'area flegrea: nei comuni vicini la usano per scherzare sulla presunta lentezza dei bacolesi. C'è chi pensa che derivi dal modo di recitare i testi sacri.

Un tempo era diffuso fino a Cuma anche il passaggio della a in una o aperta, oggi rimasto quasi solo nella frazione di Cappella. Il vocabolario locale ha conservato parole arcaiche e ne ha prese in prestito da molti dialetti del Sud.

Da Rossellini a Mare fuori, Bacoli come set

La costa di Bacoli è un set cinematografico da oltre settant'anni. Qui hanno girato Dino Risi («Vacanze col gangster», 1951), Roberto Rossellini, Lina Wertmüller con «Pasqualino Settebellezze», Massimo Troisi con «Scusate il ritardo» e Paolo Sorrentino con «L'uomo in più».

Nell'elenco ci sono anche produzioni internazionali, da un episodio dei «Soprano» a «The Man from U.N.C.L.E.» di Guy Ritchie, e serie di oggi come «Mare fuori».

Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.

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Voce «Bacoli» di Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.