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venerdì 16 ottobre 2026 Accedi
Barano d'Ischia › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Barano d'Ischia

Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.

Un nome antico e incerto

Barano occupa il versante sud-orientale dell'isola, un paese di colline e di cave aperte dalle frane. Il nome compare per la prima volta in due atti notarili del 1300; sull'etimologia non c'è accordo, e le ipotesi vanno dal latino balneum a un «podere di Vario». Dal 1862 il comune si chiama Barano d'Ischia. Le Ninfe di Nitrodi. Le tracce più antiche sono legate all'acqua. Presso la sorgente di Nitrodi, a Buonopane, i Greci dedicarono un piccolo santuario ad Apollo e alle Ninfe; ne restano rilievi votivi in marmo, in parte al Museo archeologico nazionale di Napoli, iscrizioni e monete dell'età romana. La sorgente è ancora frequentata per le sue acque. I casali. Il territorio era fatto di casali sparsi. Moropano, l'attuale Buonopane, compare già nell'inchiesta ordinata da Carlo I d'Angiò dopo il 1268, con undici uomini chiamati a confermare la fedeltà al nuovo re. Intorno ci sono Testaccio, Fiaiano, Piedimonte, Vatoliere e i Maronti. L'ingresso del paese è ancora segnato dall'acquedotto dei Pilastri, del 1470. La paura del mare. Barano guarda la lunga spiaggia dei Maronti, che per secoli fu più un pericolo che una risorsa. A Testaccio resta una torre detta dei Saraceni, e la festa di San Giorgio conserva il ricordo di quelle incursioni: ogni anno l'immagine del santo scende ai Maronti per benedire la spiaggia e il mare. Vino, neve e tufo. L'economia è stata a lungo contadina e il paese ne conserva i segni: centinaia di cantine scavate nel tufo per il vino, le fosse dove si conservava la neve per l'estate, i mulini a vento di Montebarano, le case a carusiello con il tetto a volta battuto a mano. Nella piazzetta, cuore del paese, stanno le chiese di San Sebastiano e San Rocco; poco lontano San Giovanni Battista, del Quattrocento, è tra le chiese più antiche dell'isola.

Storie e curiosità

Silvestro Palma, l'allievo di Paisiello nato a Barano

Nato a Barano nel 1754, studiò musica prima con Carlotta di Sangro, figlia del principe di Sansevero, poi al conservatorio napoletano di Santa Maria di Loreto, e si perfezionò con Giovanni Paisiello. Debuttò nel 1789 con La finta matta.

Fino al 1813 scrisse soprattutto opere comiche, rappresentate a Napoli, Firenze, Roma e Venezia, dai titoli che dicono molto dell'epoca: Il pallone aerostatico, Lo scavamento, I vampiri. Morì a Napoli nel 1834.

Pietro Greco, la voce di Radio3 Scienza

Nato a Barano nel 1955 e laureato in chimica, è stato giornalista, divulgatore e storico della scienza. È stato tra i conduttori storici di Radio3 Scienza, ha scritto per l'Unità dal 1987, ha diretto il master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste e ha fondato nel 2009 il giornale online Scienza in rete.

Per la Rai fu coautore di Pulsar, storia della scienza del Novecento in venti puntate. Il suo primo libro, nel 1988, si intitolava Nell'isola della salute. È morto a Ischia nel 2020.

La 'ndrezzata di Buonopane, danza di spade di legno

A Buonopane, il lunedì di Pasqua e per la festa di San Giovanni, il 24 giugno, si balla la 'ndrezzata, cioè «intrecciata». I danzatori sono diciotto, metà con il giubbetto rosso degli uomini e metà con il corpetto verde che rappresenta le donne; in cerchio, con un bastone e una spada di legno, ripetono le mosse della scherma agli ordini del caporale, che recita strofe in antico dialetto.

La leggenda la lega a una pace del 1540 tra Barano e Buonopane, dopo una lite nata da una cintura di corallo.

San Giorgio scende ai Maronti a benedire il mare

A Testaccio la festa di San Giorgio, il 23 aprile, è preceduta da una novena con processioni e fiaccolate nei rioni. Il sabato prima della festa l'immagine del santo viene portata alla spiaggia dei Maronti per benedire la sabbia e il mare, un'usanza che risale ai tempi delle incursioni saracene.

La leggenda racconta che durante un assalto i filari di vite dei Maronti si trasformarono in soldati agli occhi dei pirati, che si credettero in minoranza e ripresero il largo.

Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.

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Voce «Barano d'Ischia» di Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.