Storie del paese · Casavatore
Casavatore, la storia del nome: da Casa Salvatore a Casabuttore
Da dove viene il nome Casavatore? La chiesa del Battista, un prete citato nel 1308 e il vecchio nome «Casabuttore» riportato da Lorenzo Giustiniani.
di Napolinord · 30 ottobre 2026
Casavatore la attraversi in pochi minuti: è il comune più piccolo dell'area nord, un chilometro e mezzo quadrato. Il nome però ha più strati del paese stesso. Prova a dirlo lentamente, Ca-sa-va-to-re, e ti accorgi che dentro c'è qualcosa di spezzato, una parola che col tempo ha perso dei pezzi. Questa volta non ti racconto tutta la storia del paese. Seguiamo un filo solo: il nome, da dove arriva e che cosa si porta dietro.
Casa del Salvatore: la spiegazione più probabile
La spiegazione più accreditata dice che Casavatore viene da «casa del Salvatore», in latino Casa ad Salvatorem. Con il tempo Casa Salvatore si è accorciato e la sillaba di troppo è caduta: da Casa Salvatore a Casavatore. È quello che succede a tanti nomi di luogo, che la gente pronuncia ogni giorno, di generazione in generazione, finché si consumano come un gradino di pietra.
C'è un dettaglio che a prima vista non torna. La chiesa del paese non è dedicata a Cristo Salvatore, ma a San Giovanni Battista. Il legame sta proprio nel Battista: è lui che battezza, e il battesimo è la porta della salvezza delle anime. Quindi la «casa del Salvatore» sarebbe la casa di chi salva battezzando. È una lettura che regge, ma la parola giusta resta «probabilmente»: le origini dei nomi raramente si dimostrano fino in fondo.
Il prete del 1308
Per trovare il nome scritto per intero bisogna tornare a un documento del 1308. Lì compare un «Presbiter Angelus de Casavatore». Presbiter è la parola latina per sacerdote, quindi un prete di nome Angelo, di Casavatore.
Di questo Angelo il documento ci lascia solo questo: un nome, un ruolo, un paese. Però una riga così pesa. Dice che più di settecento anni fa il nome era già quello che usiamo oggi, e che qualcuno lo scriveva su carte ufficiali come si scrive un indirizzo. Prima di essere un comune, Casavatore era già un luogo con un nome riconosciuto.
Casabuttore, il nome che riporta Giustiniani
Poi c'è una variante che pochi conoscono. Lorenzo Giustiniani è lo storico che nell'Ottocento compilò il dizionario geografico del Regno di Napoli, paese per paese. Lui riferisce che l'antico nome di Casavatore fosse «Casabuttore».
Casabuttore suona più rustico, quasi dialettale. Chi parla napoletano sa quanto spesso la b e la v si scambino in bocca alla gente. Giustiniani non è l'ultima parola sull'origine del nome, però è una testimonianza in più: ci dice che il nome girava in forme diverse e che la versione di oggi non è l'unica che il paese abbia avuto.
Sotto il nome, una terra antica
Il nome scritto arriva nel Medioevo, ma il territorio è abitato da molto prima. Già in epoca romana qui viveva gente, e la zona faceva probabilmente parte dell'agro dell'antica Atella, la città che stava dove oggi si incontrano i confini di più comuni dell'area nord. L'agro era la campagna che dipendeva da una città, fatta di terreni coltivati e case sparse.
E se il nome viene davvero dalla chiesa, conviene guardarla. San Giovanni Battista ha pianta a croce latina, due cappelle laterali e una cupola con otto finestroni. Sotto ci sono gli ipogei, cioè ambienti sotterranei, che sono la parte più antica dell'edificio e la meno visibile. Il paese è piccolo in superficie, ma sotto la chiesa ha un piano in più. Fa pensare che il punto da cui forse è nato il nome sia anche quello dove la storia scende più in profondità.
Un nome vecchio per un comune giovane
Il paradosso è questo: il nome ha più di sette secoli, il comune è tra i più giovani. Fino al 1946 Casavatore era una frazione di Casoria. L'autonomia arriva con decreto legislativo il 30 giugno 1946, nelle stesse settimane in cui nasce la Repubblica. Il nome quindi c'era già da tempo, mancava solo un municipio che lo portasse sul timbro.
La prossima volta che passi davanti a San Giovanni Battista, pensa che forse il nome del paese viene proprio da lì: da una casa del Salvatore, da un prete del 1308, da un Casabuttore annotato in un dizionario dell'Ottocento. Se in famiglia qualcuno lo chiama ancora in un altro modo, vale la pena chiedergli perché.
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