Storie del paese · Serrara Fontana
Serrara Fontana e i suoi nomi: da Calimera a Merecoppe
Calimera, Fontana, Serrara, Merecoppe, Epomeo: che cosa raccontano i nomi di Serrara Fontana e perché la sua parlata ha un suono siciliano.
di Napolinord · 29 ottobre 2026
A Serrara Fontana i nomi dei posti fanno da archivio. Il comune più alto e meno popoloso di Ischia, con il capoluogo a oltre 360 metri, ha toponimi che conservano strati di storia: una parola greca per salutare, una sorgente che non c'è più, un soprannome dato dai vicini. Questa volta non ti racconto tutto il paese. Seguiamo un filo solo, quello dei nomi, e vediamo dove ci porta.
Mettiti comodo, perché si parte presto, all'alba, e da un posto preciso: Calimera.
Calimera, il buongiorno in greco
Calimera viene dal greco e vuol dire «buongiorno». Il motivo è semplice e bellissimo: è tra i primi luoghi dell'isola raggiunti dal sole. Chi ha dato quel nome guardava la luce che arrivava sulla montagna prima che altrove, e ha scelto di chiamare il posto con un saluto.
È uno di quei casi in cui il toponimo non descrive un oggetto ma un momento della giornata. Se ti capita di salire da quelle parti di mattina presto, il nome lo capisci senza bisogno di vocabolari.
Fontana e Serrara: l'acqua e la montagna
I due nomi che formano il comune dicono due cose diverse. Fontana deve il nome a una ricca sorgente, forse quella di cava Pallarito, cancellata da una frana circa due secoli fa. Il «forse» è importante: non si sa con certezza quale fosse, ma il nome è rimasto anche quando l'acqua se n'è andata. Succede spesso con i toponimi: sopravvivono a ciò che li ha fatti nascere.
Serrara invece significa «montuoso», e compare ufficialmente con la parrocchia nel 1641. Qui il nome è quasi una fotografia del territorio: un paese che sta in alto e che, unico sull'isola, va dal mare di Sant'Angelo fino alla vetta dell'Epomeo, 789 metri, il punto più alto di Ischia.
Merecoppe, come vi chiamano gli altri
Poi c'è il nome che il paese non si è dato da solo. Gli altri isolani chiamano Serrara Fontana Merecoppe, «luogo in alto», e i suoi abitanti merecuppesi. La parola mette insieme il greco meros, luogo, e il latino cuppa, la parte alta del capo. Greco e latino nella stessa parola, per dire una cosa che chiunque sull'isola vede guardando in su: quelli stanno sopra.
I soprannomi tra paesi vicini funzionano così ovunque in Campania, e non solo: sono il modo in cui una comunità guarda l'altra. Merecoppe è uno sguardo dal basso, e in fondo anche un riconoscimento della posizione.
«Chiddu» e «beddu»: una parlata che suona siciliana
Se i nomi dei luoghi conservano strati di storia, la lingua di tutti i giorni ne conserva altri. Il dialetto di Serrara Fontana, con varianti tra la zona verso Barano e quella verso Panza, ha una caratteristica unica sull'isola: forti influssi siciliani. Si dice «chiddu» per quello, «beddu» per bello, «campaniedde» per campanello.
Prova a pronunciarle ad alta voce e senti subito la differenza rispetto al napoletano che conosciamo noi della terraferma. Su questa parlata ha scritto la sua tesi di laurea Ilse Freund, segno che il fenomeno ha attirato attenzione anche fuori dall'isola. Da dove venga questo suono siciliano il materiale non lo dice, e non provo a indovinarlo: resta una curiosità da ascoltare sul posto.
Epomeo e Sant'Angelo: vedere e proteggere
Anche la montagna ha un nome che racconta. Secondo gli studiosi, Epomeo viene da un verbo greco che significa vedere. E basta arrivare in cima, dove sono scavati nel tufo verde l'eremo e la chiesetta di San Nicola, per capire perché: da lì lo sguardo abbraccia tutto il golfo, e nelle giornate limpide si vedono il Vesuvio, Capri, Ponza e Ventotene.
In basso, sul mare, il borgo di Sant'Angelo prende il nome dall'arcangelo Michele. Il suo culto fu portato dai benedettini, con un monastero sull'isolotto già prima del Mille. Così, tra la vetta e la riva, il comune tiene insieme due nomi che parlano di cielo: uno che invita a guardare lontano, l'altro che porta il nome di un arcangelo. E a Sant'Angelo la festa di San Michele Arcangelo si celebra ancora il 29 settembre.
Calimera, Fontana, Serrara, Merecoppe, Epomeo, Sant'Angelo: messi in fila, questi nomi sono già un racconto del paese. La prossima volta che sali da quelle parti, prima ancora dei panorami, ascolta come la gente chiama i posti. Spesso la storia sta tutta lì.
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