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mercoledì 16 settembre 2026 Accedi
Cardito › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Cardito

Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.

Stemma di Cardito
Lo stemma della città

Chi scappava da Atella

I primi insediamenti di cui si abbia notizia in questo territorio risalgono al 350-300 prima di Cristo, e sono opera di abitanti della vicina Atella scampati alle prime invasioni romane. Nel sottosuolo dell'attuale frazione di Carditello sono state rinvenute alcune tombe: fa pensare che quella parte del territorio fosse la necropoli. Come tutti i paesi di questa pianura, Cardito nasce dunque all'ombra di Atella, la città che stava dove oggi si incontrano i confini di più comuni e che ha dato il nome a tutta l'area atellana. Il cardellino. Nello stemma del Comune è raffigurato un cardellino, per assonanza con il nome del paese; il gonfalone è un drappo appuntato di rosso ornato di ricami d'oro. È un'etimologia per immagine, di quelle che i paesi si scelgono da soli quando l'origine vera del nome si è perduta. Fragole e asparagi. Cardito è stata per generazioni un paese di fragole e di asparagi, ed è per quelle colture che era conosciuta fuori. Oggi il territorio produce mozzarella di bufala, e nella frazione Carditello si sono insediate attività di importazione ed esportazione di aromi, funghi e spezie: un'agricoltura che si è trasformata in commercio, restando però la stessa vocazione. L'ottobre del 1943. Nei giorni successivi allo sbarco alleato, il bivio fra Cardito, Afragola e Casoria fu uno dei punti su cui le truppe tedesche in ritirata organizzarono la linea di difesa, con cannoni semoventi appostati anche in paese. Il 3 ottobre i reparti provenienti da Cardito furono messi in fuga dai contingenti alleati che risalivano verso Acerra. Chi l'ha raccontata. Gran parte della storia di Cardito è stata messa per iscritto da Gaetano Capasso, uomo religioso e scrittore carditese: quando la storia di un paese non sta nei libri di scuola, sta nei libri di qualcuno che ci è nato. Le cinque chiese del paese, dai Santi Giuseppe ed Eufemia a San Biagio, da San Vincenzo Ferreri a San Vincenzo de Paoli a Santa Maria delle Grazie, sono il segno più visibile di quella storia lunga.

Storie e curiosità

Il cardellino nello stemma, per assonanza col nome

Nello stemma del Comune è raffigurato un cardellino: non c'entra la storia del paese, c'entra il suono del nome. Quando l'origine vera di un toponimo si è perduta, i paesi se ne scelgono una che si vede — e Cardito ha scelto un uccello.

Il gonfalone è un drappo appuntato di rosso con ricami d'oro.

Il vicolo dove è cominciato il paese

Accanto alla chiesa patronale, dedicata a san Biagio, si dirama un vicolo antico chiamato San Giovanni a Nollito: era il primo nucleo abitativo di Cardito. Il municipio è in un edificio di fine Ottocento, sulla stessa piazza della chiesa.

Chi vuole vedere dove il paese è nato deve entrare in quel vicolo: sono cento metri.

Carmela Chiacchio, pugile

Nata a Cardito nel 1981, Carmela Chiacchio è stata pugile a livello agonistico — in uno sport in cui, per le donne italiane, negli anni Duemila si stava ancora aprendo la strada. Di Cardito è anche Arcangelo Pezzella, arbitro di calcio.

Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.

Com’era

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La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.

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Da vedere

Storia redatta per Napolinord sulla base di fatti storici accertati. Fonte principale di riferimento: voce «Cardito» su Wikipedia in italiano (https://it.wikipedia.org/wiki/Cardito) e bibliografia ivi citata.