Come siamo arrivati qui
Storia di Casalnuovo di Napoli
Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.
Il casale nuovo
Il centro abitato sorge sulle rovine di Archora, uno dei villaggi da cui era nata Afragola. Nel 1484 Angiolo Como ottiene da Ferdinando I d'Aragona quel territorio in rovina, prima appartenuto al barone di Afragola Cesare Maria Capece Bozzuto, e vi fa nascere un nuovo abitato: riconosciuto come casale dell'arcidiocesi di Napoli, prende il nome che ancora porta, il casale nuovo. Prima ancora, agli inizi del Quattrocento, la baronia era stata di Giovanni III d'Alessandro, maresciallo del Regno e consigliere della regina Giovanna II. Dentro e fuori Afragola. Con la riforma urbanistica di Gioacchino Murat i casali di Casalnuovo e Salice, insieme ad Arcopinto e ad Afragola stessa, confluiscono in un unico comune. È una storia che si ripete al contrario un secolo dopo, e spiega perché i confini di qui siano così frastagliati. Un comune fatto a mosaico. Il territorio di oggi è il risultato di quattro rimescolamenti successivi. Il regio decreto del 25 febbraio 1929 accorpa a Casalnuovo l'intero comune di Licignano di Napoli, che così cessa di esistere, e vi aggiunge porzioni di Afragola e di Pomigliano d'Arco; Licignano era già stata frazione di Pomigliano, poi comune, poi frazione di Acerra, poi di nuovo comune. Negli anni Cinquanta arrivano Tavernanova e Casarea, scorporate da San Sebastiano al Vesuvio. La località Botteghelle resta invece ad Afragola fino agli anni Settanta. Alla fine degli anni Novanta un'ultima porzione passa da Afragola a Casalnuovo, come compensazione per l'impatto della stazione dell'alta velocità. Lo stemma. Stemma e gonfalone sono stati concessi con regio decreto del 27 marzo 1941. Lo scudo è spaccato in due: in alto, su campo di cielo, un acquedotto romano di sette arcate; in basso, su verde, un aratro. Le due cose che hanno fatto questa terra: l'acqua che ci passava sopra e il lavoro che la teneva in piedi.
Storie e curiosità
San Biagio, il patrono «di passaggio» che non volle più andarsene
Casalnuovo ha due patroni: san Giacomo, che è quello ufficiale, e san Biagio, che i fedeli chiamano «patrono di passaggio». La leggenda racconta che la statua di san Biagio, trasportata su un carretto, era diretta a Cancello ed Arnone; ma proprio davanti alla chiesa del paese la ruota del carretto si ruppe. Per la gente fu il segno che il santo non voleva lasciare Casalnuovo, e da allora la statua è rimasta nella chiesa che la ospitò per prima.
Il 3 febbraio si porta la gola a farsi benedire con l'olio santo, e si portano in chiesa gli animali di casa: san Biagio protegge la gola e gli animali domestici.
Il busto di Totò, e il paese che è un mosaico di quattro comuni
Il territorio di Casalnuovo è il risultato di quattro rimescolamenti: nel 1929 un regio decreto le accorpò l'intero comune di Licignano di Napoli — che così cessò di esistere — più porzioni di Afragola e Pomigliano; negli anni Cinquanta arrivarono Tavernanova e Casarea da San Sebastiano al Vesuvio; la località Botteghelle restò ad Afragola fino agli anni Settanta; e alla fine degli anni Novanta un'ultima porzione passò da Afragola, come compensazione per la stazione dell'alta velocità.
Ecco perché i confini di qui sono così frastagliati: non è un paese, sono cinque paesi cuciti insieme.
Un premio letterario che ha adottato un paese terremotato
Il premio «Una Città Che Scrive», nato nel 2017, ha dedicato dalla prima edizione una sezione speciale alle zone colpite dal terremoto del 2016: si chiamava «Visso nel cuore», dal nome del comune marchigiano. L'antologia dei testi vincitori si intitolava «Una Città Che Scrive. Una Città che Rinasce».
Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.
Com’era
Hai una foto di Casalnuovo di Napoli di una volta?
La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.
Da vedere
Storia redatta per Napolinord sulla base di fatti storici accertati. Fonte principale di riferimento: voce «Casalnuovo di Napoli» su Wikipedia in italiano (https://it.wikipedia.org/wiki/Casalnuovo_di_Napoli) e bibliografia ivi citata.