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giovedì 15 ottobre 2026 Accedi
Casamicciola Terme › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Casamicciola Terme

Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.

La guarigione di Nisola

Casamicciola occupa il versante settentrionale dell'isola ed è l'unico comune che confina con tutti gli altri cinque. Una tradizione fa derivare il nome da Nisola, una matrona lasciata qui malata e guarita dalle acque calde: la si vede nello stemma, con i piedi in un ruscello di acqua minerale. Dal 1956 al nome si è aggiunto Terme. Dall'età del bronzo ai Romani. Gli scavi condotti da Giorgio Buchner nel 1939 sulla collina sopra il Castiglione hanno restituito i resti di un villaggio e ceramiche del XV-XIV secolo a.C. Arrivarono poi i coloni greci dell'Eubea e, più tardi, i Romani, che sfruttarono le sorgenti e le posero sotto la protezione di Apollo. Il paese delle cure. È il comune dell'isola con la vocazione turistica più antica. Nel 1610 una congregazione di nobili napoletani fondò il Pio Monte della Misericordia, che per secoli garantì ai poveri quindici giorni di cure termali con vitto e alloggio gratuiti; ricostruito in riva al mare, rimase attivo fino agli anni Sessanta e oggi è un rudere visibile dal porto. Il paese di allora stava in collina, tra piazza Bagni, la Sentinella e piazza Maio, dove si trovavano gli alberghi e la parrocchia. La sera del 28 luglio 1883. La terra aveva già tremato nel 1828 e nel 1881. Alle 21.30 del 28 luglio 1883 una scossa di tredici secondi abbatté quasi tutte le case: a Casamicciola i morti furono 1.784, oltre 2.300 in tutta l'isola, e tra i feriti estratti dalle macerie c'era il diciassettenne Benedetto Croce. La ricostruzione spostò il centro in basso, attorno a piazza Marina, dove sorsero i rioni di baracche per i senzatetto. Don Giuseppe Morgera, il parroco di quegli anni, guidò la ricostruzione della chiesa madre, riaperta nel 1896. Lo studio della terra. Il disastro fece di Casamicciola un luogo di osservazione scientifica. All'Osservatorio della Gran Sentinella il sismologo Giulio Grablovitz realizzò una vasca sismica, uno strumento ad acqua capace di registrare terremoti avvenuti lontano dall'epicentro, premiato con la medaglia d'oro all'Esposizione di Milano del 1906. Le ferite recenti. Il territorio resta fragile. Nel 2009 una frana dell'Epomeo colpì il paese; nel 2017 un terremoto di magnitudo 4 danneggiò la parte alta; all'alba del 26 novembre 2022, dopo piogge intense, una colata di fango si staccò dalla montagna a Celario e scese fino al mare, con dodici vittime e centinaia di sfollati.

Storie e curiosità

Don Giuseppe Morgera, il «parroco santo» della ricostruzione

Nato a Casamicciola nel 1844, primo di otto figli, passò l'infanzia nella Casina Reale di Villa dei Bagni, dove il nonno faceva il custode e gli insegnò a leggere. Prete dal 1866, fu cappellano della chiesa del Buon Consiglio alla Marina e aprì in casa una scuola gratuita per chiunque volesse imparare.

Dopo il terremoto del 1883 divenne parroco, ricostruì la chiesa e assistette i poveri fino alla morte, nel 1898. La Chiesa lo ha dichiarato venerabile; la sua tomba è nella basilica del paese.

«Qui succede Casamicciola»: quando un paese diventa un modo di dire

Il terremoto del 1883 lasciò un segno anche nella lingua: «qui succede Casamicciola» o «fare una Casamicciola» sono diventati modi di dire per indicare un gran putiferio, una confusione senza rimedio, un po' come «fare un quarantotto».

L'espressione è arrivata anche al cinema: in Chi si ferma è perduto Totò accusa di iettatura il collega interpretato da Peppino De Filippo inventandogli un nonno sopravvissuto al Titanic che sarebbe stato pure a fare il bagno a Casamicciola.

La vasca d'acqua che ascoltava i terremoti lontani

All'Osservatorio della Gran Sentinella il sismologo Giulio Grablovitz costruì una vasca cilindrica larga 157 centimetri e profonda 110, piena d'acqua, con un piatto di zinco galleggiante collegato a leve e pennini. Il tracciato finiva su un tamburo a motore che compiva un giro ogni 26 ore.

Lo strumento registrava le onde sismiche anche a grande distanza dall'epicentro e aprì la strada allo studio della loro propagazione. Gli apparecchi di Grablovitz vinsero la medaglia d'oro all'Esposizione di Milano del 1906.

Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.

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Voce «Casamicciola Terme» di Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.