Come siamo arrivati qui
Storia di Casoria
Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.
La casa d'oro
Il nome compare per la prima volta in documenti degli anni 993-998, ma va ricollegato a quella «casa aurea raviosa» che si legge in atti ancora più antichi, fra il 952 e il 988. Casa aurea, casa d'oro: una abitazione rurale e un aggettivo che allude, probabilmente, alla fertilità della terra. La casa d'oro sta anche negli stemmi comunali più antichi che si conoscano, quelli della prima metà del Settecento dipinti nella chiesa di San Mauro. Un'altra ipotesi lega il toponimo alla «Casa Mauri» di due documenti dell'XI secolo, e quindi al santo protettore. Terra di confine. I ritrovamenti archeologici dicono che qui si abitava già nel III secolo prima di Cristo. Era campagna di confine fra il territorio di Atella e l'Ager Neapolitanus, e su questa campagna nei secoli sono nati villaggi, alcuni dei quali sono anche scomparsi. Un'epigrafe greco-latina del 198 dopo Cristo, ritrovata in località Carbonella, racconta la crisi profonda in cui l'agricoltura era caduta in quegli anni. I benedettini. La ripresa arriva dopo il VI secolo con i monaci cassinensi. La tradizione popolare vuole che Casoria sia il territorium gentianum donato nel 529 dal padre di San Mauro a Benedetto da Norcia: è una leggenda, sostenuta all'epoca perfino da falsi atti di donazione. Il villaggio cresce davvero intorno all'XI secolo, per opera del monastero napoletano di San Gregorio Armeno, che qui rinnova o introduce il culto di San Mauro. Il paese che si compra da sé. Nel XIII secolo Casoria è feudo dell'arcivescovo di Napoli; nel XV forma un feudo unico con i villaggi, oggi svaniti, di Casignano e Olivola. Nel 1580 passa al demanio regio, ma nel 1631 viene messa all'asta: sono gli abitanti stessi, circa trecento famiglie guidate dal sindaco Giovanni Pisa, a riscattare il proprio paese. Con le leggi eversive della feudalità del 1806 nasce l'amministrazione comunale, e nel 1815 Casoria diventa capoluogo di un circondario che comprende diciannove comuni. Cinque raccolti l'anno. All'inizio dell'Ottocento la bonifica delle terre paludose rende il suolo fertilissimo: terra vulcanica, falda superficiale e abbondante, e braccia. Si arriva a cinque raccolti l'anno. Fino agli anni Cinquanta l'economia è il vino, la pasta, la lavorazione della canapa e la mela annurca; il nucleo antico è quello delle attuali via San Benedetto, via Padre Ludovico, via Santa Croce e via San Mauro, con le masserie intorno. Poi arriva l'industria: negli anni Sessanta Casoria diventa il principale polo industriale del Mezzogiorno, e fra il censimento del 1951 e quello del 1991 la popolazione quasi quadruplica. Quelle fabbriche oggi sono tutte dismesse, ed è da lì che passa la domanda su che cosa sarà la città adesso.
Storie e curiosità
Un santo nato a Casoria
Ludovico da Casoria, nato qui nel 1814, francescano, fondò istituti per i poveri, per i bambini abbandonati e per i ragazzi africani riscattati dalla schiavitù. È stato canonizzato: è santo della Chiesa cattolica, e la sua voce esiste in tredici lingue.
È il casoriano di cui si parla più lontano da qui.
San Mauro si festeggia due volte l'anno
Il patrono di Casoria ricorre in due date: il 15 gennaio, con la processione della statua per le strade della città, e la seconda domenica di luglio, con il tradizionale «incendio del campanile» — lo spettacolo pirotecnico che avvolge la torre della chiesa.
Due feste per lo stesso santo sono il segno di un culto antico: quella d'inverno è la data liturgica, quella d'estate è la festa del paese.
Due cardinali e un pugile olimpico
Da Casoria vengono due cardinali del Novecento: Luigi Maglione, che fu segretario di Stato di Pio XII negli anni della guerra, e Alfonso Castaldo, arcivescovo di Napoli. E vengono anche due atleti olimpici: il pugile Vincenzo Picardi, tre volte alle Olimpiadi e medaglia di bronzo a Pechino nel 2008, e il taekwondoka Mauro Sarmiento, argento a Pechino e bronzo a Londra.
Di Casoria è anche l'attrice e comica Rosalia Porcaro.
Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.
Com’era
Hai una foto di Casoria di una volta?
La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.
Da vedere
Storia redatta per Napolinord sulla base di fatti storici accertati. Fonte principale di riferimento: voce «Casoria» su Wikipedia in italiano (https://it.wikipedia.org/wiki/Casoria) e bibliografia ivi citata.