Come siamo arrivati qui
Storia di Giugliano in Campania
Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.
Stemma Originale del Comune di Giugliano in Campania come da Delibera del Consiglio Comunale.jpg — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons) - simbolo ufficiale del Comune, riprodotto a scopo informa
Le origini e il nome
Il territorio era abitato fin dall'età del ferro. Tra il V e il IV secolo a.C. vi si stanziarono gli Osci, che nella zona fondarono Atella e, sulle sponde del lago Patria, Liternum. Siamo nella Liburia, la Terra di Lavoro: la parte più fertile di quella che i romani chiamavano Campania felix, e il gran numero di reperti romani ritrovati lo conferma. Al nome della città è legata una tradizione precisa: un gruppo di cumani, rifugiatosi in queste campagne nel 421 a.C., avrebbe chiamato il luogo Leirianum per la distesa di gigli in fiore, da cui Lilianum e infine Giugliano.
Il 1207: i profughi di Cuma
L'anno che segna la storia della città è il 1207. Cuma viene distrutta dai napoletani guidati da Goffredo di Montefuscolo, e i cumani in fuga trovano ospitalità qui, portando con sé il clero, il capitolo cattedrale e il culto di San Massimo e Santa Giuliana. Da allora lo stemma cittadino porta la scritta Cumana posteritas, discendenza cumana. I nuovi insediamenti si disposero lungo la via consolare Campana e il territorio si frazionò in più feudi: da qui viene quel carattere sparso dell'abitato, fatto di nuclei e masserie, che ancora si riconosce girando per le campagne.
L'età dei Pinelli
Nel 1542 i Carafa vendettero le loro quote feudali a Cosimo Pinelli, duca di Acerenza, la cui famiglia amministrò Giugliano per circa un secolo. Fu Cosimo a ottenere la giurisdizione che affrancò il feudo dalle ingerenze di Aversa, e a far costruire nel 1545 il palazzo ducale, allora centro del potere cittadino: è il palazzo che ancora oggi porta il suo nome.
Città dal 1876
Con regio decreto del 26 luglio 1876 Giugliano ottenne il titolo di città. Oggi, con circa 124.000 abitanti, è il comune più popoloso d'Italia fra quelli che non sono capoluogo di provincia.
Cumana posteritas Il motto sullo stemma della città: la discendenza dai profughi di Cuma, accolti nel 1207
Storie e curiosità
Qui è nato l'uomo che ha scritto Cenerentola
Giambattista Basile nacque a Giugliano nel 1566 e a Giugliano morì nel 1632. Nel «Cunto de li cunti» mise per iscritto, in napoletano, le fiabe che si raccontavano a voce: Cenerentola, Il gatto con gli stivali, Raperonzolo, La bella addormentata. Sono le stesse che due secoli dopo avrebbero raccolto Perrault in Francia e i fratelli Grimm in Germania — ma la prima raccolta di fiabe della letteratura europea è la sua, e la lingua era questa.
Se ne parla in quarantacinque lingue: nessun altro nato in questi ventun comuni è letto così lontano.
Il volo dell'angelo, riconosciuto patrimonio della Campania
Il lunedì dopo Pentecoste, in piazza Annunziata, una bambina vestita da arcangelo Gabriele attraversa la piazza appesa a funi e carrucole, a trenta metri d'altezza, e viene calata sul carro trionfale della Madonna della Pace. Recita una poesia e una preghiera, poi risale. Succede quattro volte: due il lunedì e due nell'ottava.
Nel 2022 la Regione Campania ha iscritto il volo dell'angelo fra i patrimoni culturali immateriali. È l'unica cosa dell'area nord che abbia quel riconoscimento.
La Madonna arrivata dal mare su un carro di buoi
La leggenda della compatrona di Giugliano dice che la statua, gettata in mare al tempo delle lotte sulle immagini sacre, arrivò sulle spiagge di Cuma. Alcuni contadini videro dei buoi inginocchiarsi davanti a una statuetta della Pietà, la raccolsero e la portarono in paese su un carro tirato dai buoi.
Da allora il carro c'è ancora, e a tirarlo sono ancora i buoi: la processione parte dalla Cappella dell'Epitaffio il sabato prima di Pentecoste.
La tammurriata ha una variante che si chiama giuglianese
La tammurriata è la danza della tammorra, il tamburo a cornice che scandisce il ritmo. Non è una sola: cambia da paese a paese, e quella di Giugliano è riconosciuta come variante propria, con un passo e una figura che qui si ballano e altrove no.
È il tipo di eredità che non sta in nessun museo: sta nelle feste, e finché si balla resta.
Il comune più popoloso d'Italia che non è capoluogo
Con circa 124.000 abitanti Giugliano è il comune italiano più grande fra quelli che non sono capoluogo di provincia: più di Bolzano, più di Vicenza, più di Terni. Il titolo di città l'ha dal regio decreto del 26 luglio 1876.
Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.
Com’era
Hai una foto di Giugliano in Campania di una volta?
La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.
Da vedere
- Parco archeologico di Liternum · 194 a.C.
- Chiesa dell'Annunziata · documentata dal XVI secolo
- Chiesa collegiata di Santa Sofia · XVII secolo
- Chiesa di Santa Maria della Purità · XVIII secolo
- Palazzo Pinelli · 1545
- Lago Patria
Storia e schede dei luoghi redatte per Napolinord sulla base di fatti storici accertati. Fonte principale di riferimento: voce «Giugliano in Campania» su Wikipedia in italiano (https://it.wikipedia.org/wiki/Giugliano_in_Campania) e bibliografia ivi citata.