Napolinord Stemma di Marano di Napoli Marano di Napoli sabato 22 agosto 2026 Accedi
Marano di Napoli › Storia

Come siamo arrivati qui

Storia di Marano di Napoli

Stemma di Marano di Napoli
Lo stemma della città

L'acqua che scende

Il nome di Marano non ha una spiegazione sola. La più suggestiva lo fa risalire a una radice osco-sannitica, Marahieis, che indicherebbe l'acqua piovana che scende con violenza dalla collina: chi conosce le strade del paese dopo un temporale capisce perché l'ipotesi abbia avuto fortuna. L'altra spiegazione è più prosaica, e più comune nella toponomastica del napoletano: dal latino tardo Marianum, il fondo di un certo Mario che qui possedeva la terra.

Ottomila anni di presenze

Il territorio è abitato dal neolitico, e le tracce degli Osci e dei Sanniti sono state trovate a Masseria Spinosa, in località Vallesana e a Monteleone. In età romana Marano fu un crocevia agricolo e religioso lungo la via consularis Campana, la strada che collegava Capua ai Campi Flegrei: di quel periodo restano i due monumenti più antichi del paese, il mausoleo del Ciaurro e la villa del Ciauriello.

Il castello di Federico II

Sulla collina di Monteleone l'imperatore Federico II fece costruire un casino di caccia, in una posizione che domina il golfo. Nel 1275 Carlo I d'Angiò lo riedificò, e attorno al castello si formò il primo nucleo della frazione di San Rocco. Della stessa età angioina è Castello Scilla, in pieno centro, così rimaneggiato nei secoli da confondersi con le case intorno.

Dai feudatari al Comune

Dal 1630 Marano passò dal demanio alle mani private dei Manriquez, e nel 1704 ai Caracciolo, la famiglia che ha dato il nome alla torre affacciata sul golfo. La feudalità finì nel 1806 con le leggi di Giuseppe Bonaparte. Nel 1948 la frazione di Quarto divenne comune autonomo, e nel 1981 il presidente Sandro Pertini concesse a Marano il titolo di città.

Il santo e il bosco

Il patrono è San Castrese, festeggiato l'11 febbraio: la sua venerazione da queste parti è documentata almeno dal 942. Il bene naturale più importante è il bosco della Salandra, ai piedi della collina dei Camaldoli, che custodisce la grotta dove si nascose il brigante Alfonso Cerulo fra il 1863 e il 1867 e i resti dell'eremo rupestre di Santa Maria di Pietraspaccata.

Marahieis L'ipotesi osca sul nome del paese: l'acqua che scende con violenza dalla collina

Da vedere

Tutto da visitare