Come siamo arrivati qui
Storia di Melito di Napoli
Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.
Il fossato di Napoli
Il nome più accreditato viene dal latino Mellito, il fossato profondo che segnava il confine fra il territorio di Napoli e quello di Capua. Un'altra ipotesi lo fa derivare da melois, i frutti, perché la zona era coperta di meleti. Le due spiegazioni raccontano la stessa cosa da due lati: una terra di confine e una terra fertile.
Casale di Napoli
Fino all'Ottocento il nome ufficiale del paese era esattamente questo: casale di Napoli. Lo status di casale sarebbe stato riconosciuto da Federico II, e per secoli Melito restò un centro agricolo che dipendeva dalla città. I privilegi feudali finirono nel 1806, con le leggi eversive.
Il tram che cambiò tutto
Dal 1882 al 1959 la tranvia per Aversa e Giugliano passava per Melito, e con essa il paese entrò nell'orbita quotidiana di Napoli: le persone e i prodotti degli orti arrivavano ai mercati della città in poco tempo. È da qui che comincia la crescita che ha portato Melito agli oltre trentaseimila abitanti di oggi.
Sotto il paese
Nel 1959 è venuto alla luce un ipogeo, una camera sepolcrale sotterranea che testimonia quanto sia antica la frequentazione di questa parte della piana. Il patrono è Santo Stefano protomartire, e la festa cade il lunedì che segue la seconda domenica di ottobre.
Casale di Napoli Il nome ufficiale del paese fino all'Ottocento: un centro agricolo alle porte della città
Storie e curiosità
Il Samurchio, il piatto che si fa solo qui
La specialità di Melito è il Samurchio: un salume ottenuto bollendo il sangue di maiale. È una preparazione della cucina povera, di quando del maiale non si buttava niente, e oggi è quasi scomparsa dal territorio — ma resta parte della tradizione melitese, e il nome lo sanno ancora.
È il tipo di piatto che non si trova in nessun ristorante: si fa in casa, o non si fa.
Antonio Visone, che ha costruito le scene della televisione italiana
Nato a Melito nel 1934, Antonio Visone è stato scenografo e architetto. Ha lavorato per il cinema e per la televisione italiana in decenni in cui la scenografia si costruiva a mano, pezzo per pezzo, negli studi.
Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.
Com’era
Hai una foto di Melito di Napoli di una volta?
La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.
Da vedere
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie · 1766-1768
- Colonne di Giugliano · XIX secolo
- Chiesa di San Nicola · attestata prima del 1074