Come siamo arrivati qui
Storia di Quarto
Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.
Il grande cratere
Quarto occupa quasi per intero una conca ellittica circondata da colline: è il più grande cratere spento dei Campi Flegrei. Il posto era abitato già nell'età del Bronzo: in via Viticella sono venuti fuori frammenti di ceramica, e lungo la via Campana una sepoltura con un bicchiere d'impasto e un pugnale. Dopo la fondazione di Cuma, i coloni greci si spinsero fin qui attratti dalla fertilità della terra. Al quarto miglio. Il nome viene dal latino ad quartum: il quarto miglio da Puteoli lungo la via Consolare Campana, costruita tra il II e il I secolo a.C. per collegare il porto puteolano a Capua e, attraverso l'Appia, a Roma. Un'altra ipotesi conta le miglia da Capua. Per far passare la strada i Romani aprirono la Montagna Spaccata, un taglio nella collina lungo 290 metri e alto 50. Ville e sepolcri. Più che una città, Quarto era la campagna produttiva di Puteoli: ville rustiche, cisterne, orti e vigneti lungo la strada e le sue diramazioni. Ai bordi della via sorgevano i sepolcri delle famiglie puteolane, come il mausoleo a cuspide detto Fescina, d'età augustea, e la mansio, stazione di sosta per i funzionari in viaggio, ancora riconoscibile in via Mercadante. Il bosco e la chiesa. Fino al Cinquecento la piana era coperta da un fitto bosco frequentato dalla corte per la caccia; Federico II costruì sull'altura settentrionale il castello di Monteleone. La chiesa madre di Santa Maria libera nos a scandalis fu consacrata il 23 agosto 1243 dal vescovo di Pozzuoli Pietro, su una cappella già citata in un atto del 1013. Crollata nel 1893 per un restauro mal fatto, fu ricostruita tra il 1895 e il 1899. Il comune giovane. Per secoli Quarto è stata una frazione di Marano: l'autonomia arrivò con il decreto del 5 febbraio 1948, e il primo consiglio comunale si riunì il 18 dicembre di quell'anno in una scuola. La vera trasformazione è venuta dopo il terremoto del 1980 e il bradisismo di Pozzuoli del 1983: la popolazione è passata da meno di diecimila a circa quarantamila abitanti, e Quarto è oggi tra i comuni più giovani d'Italia.
Storie e curiosità
La Montagna Spaccata, la collina tagliata dai Romani
Per far passare la via Consolare Campana, che portava da Pozzuoli a Capua, i Romani aprirono un varco nella collina tra la piana di Quarto e la pianura campana. Il taglio è lungo 290 metri, alto 50 e largo 78 in cima: furono rimossi almeno 220.000 metri cubi di terra.
I muri di sostegno in opera reticolata si vedono ancora. Il manufatto ha retto per secoli, e il terremoto del 1980 non lo ha nemmeno scalfito.
La Fescina, il sepolcro a forma di cesto
Nella necropoli di via Brindisi, scavata tra gli anni Settanta e Ottanta, il monumento più vistoso è un mausoleo a cuspide piramidale costruito tra l'età augustea e il I secolo d.C. Fino agli scavi se ne vedeva solo la parte alta, usata come deposito per gli attrezzi agricoli.
La gente lo chiama Fescina perché la sua punta ricorda il cestello che i contadini usavano per la raccolta della frutta. È diventato il simbolo forse più noto di Quarto.
Il cinghiale, il falcone e la chiesa della Madonna
Un affresco, oggi non più visibile, raccontava la fondazione della chiesa madre: un re e una regina di Napoli, scampati all'assalto di un cinghiale durante una caccia, l'avrebbero costruita per voto. Nell'uomo, con un falcone in pugno, si è voluto vedere Federico II, grande esperto di caccia col falcone, che a Quarto si era fatto un castello.
La devozione è viva: la festa di Santa Maria libera nos a scandalis dura circa una settimana, con la processione della statua per le strade principali.
Falanghina e mela annurca nella conca di Quarto
La terra vulcanica della piana è da sempre agricola: già Plinio il Vecchio la faceva rientrare nelle fertilissime Leboriae. I vini bianchi si fanno per lo più con l'uva Falanghina, allevata «alla puteolana», un'antica forma in cui la vite è sostenuta da una spalliera, e rientrano nella denominazione Campi Flegrei DOC.
L'altro prodotto di casa è la mela annurca, a cui il Comune dedica periodicamente delle manifestazioni.
La Pietra Bianca, la dedica a una moglie di «rarissima santità»
Nel 1777 a Quarto fu trovata un'ara funeraria in marmo bianco del I secolo d.C. L'iscrizione dice che Lucio Mario Iuniano la dedicò alla moglie Varia Giusta, «di rarissima santità», morta a venticinque anni, undici mesi e diciotto giorni.
Abbandonata per due secoli, fu restaurata nel 1974 dal Gruppo Archeologico Napoletano. Si trova ancora vicino al luogo del ritrovamento e ha dato il nome alla strada: via Pietra Bianca.
Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.
Com’era
Hai una foto di Quarto di una volta?
La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.
Da vedere
Voce «Quarto (Italia)» di Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.