Come siamo arrivati qui
Storia di Villaricca
Da dove viene il paese, che cosa resta di ogni epoca e perché certe strade e certe chiese stanno dove stanno.
Panicocoli, il paese dei fornai
Fino al 1871 Villaricca si chiamava Panicocoli, dal latino panicoculus, chi cuoce il pane: un nome che dice il mestiere di questo posto, il grano della Terra di Lavoro e i forni. Il 13 maggio 1871 fu adottato il nome nuovo, Villaricca.
Le prime carte
L'abitato si forma fra il IV e il V secolo, ma i primi documenti che lo nominano sono degli anni fra il 988 e il 1031. Alla metà del IX secolo il paese fu presidio normanno sotto Danabaldo, e fra il 1134 e il 1135 subì i tentativi d'assedio di Ruggero II: la posizione, sulla strada fra Napoli e Aversa, lo mise più di una volta in mezzo.
Il feudo e la sua fine
Nel 1633 Panicocoli fu comprata da Salvo Sclano per 20.370 ducati, una cifra che dice quanto valesse una terra grassa a un giorno di cammino da Napoli. I privilegi feudali finirono nel 1806. Nel 1900 fu inaugurato il tram per Napoli, e il paese entrò nel Novecento.
Il santo e il parco
Il patrono è San Rocco, festeggiato il 16 agosto. Il verde più importante è il parco urbano dei Camaldoli Sud, dove si conservano i resti di una villa romana; poco lontano, presso la rotonda della Maratona, resiste una casamatta della seconda guerra mondiale.
Panicocoli Il nome antico del paese, da chi cuoce il pane: cambiato in Villaricca il 13 maggio 1871
Storie e curiosità
Sergio Bruni, la voce di Napoli, era di qui
Nato a Villaricca nel 1921, Sergio Bruni è stato uno dei più grandi interpreti della canzone napoletana: sua è «Carmela», scritta con Salvatore Palomba, che ha cambiato il modo di cantare Napoli — meno cartolina, più verità. Ha inciso centinaia di canzoni e raccolto un repertorio antico che rischiava di perdersi.
Lo chiamavano «la voce di Napoli». È morto nel 2003.
La Ballata del Giglio, venti metri di legno portati a spalla
Nella seconda settimana di settembre si festeggiano insieme la Madonna dell'Arco, san Rocco e san Gennaro. Nei due giorni successivi c'è la Ballata del Giglio: un obelisco di legno alto una ventina di metri che viene portato per le strade del centro a spalla, con le paranze — le squadre di portatori — di Brusciano, Casavatore e Nola.
È la stessa arte dei gigli di Nola, riconosciuta dall'Unesco: qui si vede a settembre.
Il festival contro le mafie premiato come secondo d'Italia
Dal 2008 Villaricca ha ospitato l'AWOP, A World Of Peace Festival: una rassegna di tutte le arti contro mafie, razzismo, omofobia e guerra, con artisti da tutta Italia e dall'estero che si esibivano nel centro storico. La Rete dei Festival del MEI lo premiò come secondo miglior festival italiano del 2009, e ricevette un elogio dalla Presidenza della Repubblica.
Si chiamava Panicocoli, e il nome nuovo è del 1871
Fino all'Ottocento il paese si chiamava Panicocoli. Il nome attuale, Villaricca, gli fu dato il 13 maggio 1871: una scelta di quegli anni, quando molti comuni cambiarono nome per lasciarsi alle spalle un'etimologia sentita come poco decorosa. Chi è nato prima di quella data, sui documenti, risulta nato a Panicocoli.
Fatti da Wikipedia in italiano; testo scritto per Napolinord.
Com’era
Hai una foto di Villaricca di una volta?
La piazza, la scuola, il bar che non c’è più. L’album del paese le raccoglie decennio per decennio, con il nome di chi le porta.
Da vedere
- Chiesa di Santa Maria dell'Arco · 1407
- Palazzo Baronale · XV secolo
- Parco urbano dei Camaldoli Sud